sabato 27 giugno 2015

Ricordando 17/11/2012 – 27 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Commemorare: ricordare solennemente una persona o un avvenimento

Ho fatto di tutto per avere altro da fare oggi, ma niente. Il Pizzo è li che mi chiama. Mi sarebbe piaciuto andarci con Mario a Aurora (inutile dire che metterei al primo posto Giuliano … ) ma non so se riusciremo. Io per adesso vado in perlustrazione, da sola.
Alla fine ho capito che era la cosa giusta per me.
La notte ho fatto un sogno balordo, sempre sotto l'acqua; mi sveglio stanca, mi alzo lo stesso, mi preparo e con Kyra parto.
Vorrei fare esattamente lo stesso percorso di salita. Ci riuscirò anche se il pezzo tra il Trona e Falc lo farò in discesa (ma davvero siamo passati da qui con la neve???)
Parcheggio allo stesso posto. Scendo e apro la porta a Kyra.
Per fortuna arriva un ragazzo a cui Kyra abbaia e cosi ci mettiamo a parlare, lui accarezza la mia tata che gongola e il magone passa.
Partiamo. Incontriamo greggi e miracolosamente Kyra appena li guarda. Se tende a partire la chiamo, NO! e lei rimane vicino a me. Altra vittoria mia piccola tata!
Il sentiero si alterna alla strada agrosilvopastorale che, se da una parte ha deturpato la valle, dall'altra è di grande aiuto agli alpeggi. Il sentiero permette di fare almeno la metà del percorso fuori dalla strada per cui non me la sento di lamentarmi più di tanto.
Iniziano i ricordi, vivi come se fosse ieri … ma perché non riesco a dimenticare?
Qui facevo il pagliaccio, era presto e faceva freddo. Io al solito lenta, sparavo cazzate agli altri sperando cosi di farmi aspettare per capire almeno quello che dicevo.
Al tavolo ci eravamo fermati a bere qualcosa di caldo, con Giuliano che brontolava sempre ma faceva anche un sacco di foto.
Oggi incontro una famiglia di Sondrio, molto alla mano e simpatica, faremo più o meno la strada insieme fino al Falc. E' grazie a loro che ho una bella foto li al tavolo.
..
Si prosegue, l'ultimo pezzo prima del Trona è su strada. Qui Pinuccio mi ha chiesto il favore di disfargli il nodo dei calzoni di pile che gli vanno larghi e cadono e quel nodo impedisce di stringerli alla cintura. Continuava a dimagrire quel ragazzo, lo dicevo a Giuliano che forse era meglio fare un po' di esami.
Tutto contento quando finalmente ce l'ho fatta, con i calzoni che finalmente stanno su procediamo.
Il Trona, inteso come rifugio, non si vede, prendiamo il sentiero che sale a destra.
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Oggi il Trona si vede, i prati sono verdi e pieni di colore. Il rifugio è gestito, i gestori sembrano simpatici ma oggi no, non ho voglia/tempo di fermarmi.
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La neve, è ghiacciata ma si cammina bene. Ora siamo silenziosi, in armonia con la natura che sta per addormentarsi. Ognuno perso nei propri pensieri chiedendo solo a Giuliano la strana quando siamo indecisi.
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Prendo il sentiero basso, quello alto lo farò al ritorno. Mi ricongiungo con la famiglia di Sondrio e scherzando gli dico: “Non è che conosci Eliana?” Manco a farlo apposta la conosce “ma chi, la moglie di Fulvio?” Ah ah ah piccolissimo il mondo! Chiacchieriamo e insieme arriviamo al Falc.
Uno sguardo, arrivavamo da la.
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Pinuccio ha preso la traccia bassa, io quella alta, Giuliano è indietro. Mi preoccupo, avrò preso la traccia migliore? A me sembra di si ma Pinuccio è su quella giù! Arrivo al Falc, arriva anche Pinuccio che alla fine ha preso anche lui la alta.
Mentre aspettiamo Giuliano ci ramponiamo, non si sa mai e quando arriva pure lui ci guarda: ma si, dai, vi tengo compagnia e li metto pure io anche se non servono, la neve è sincera.
..
Guardo la porta del rifugio, dove eravamo seduti con la fida Kira a tenerci compagnia e a infilarci i ramponi.
Scoppio a piangere. Mi allontano un po' per non farmi vedere ma non c'è problema, anche se vedono le mie lacrime nessuno mi chiederà nulla.
..
Proseguiamo. Kira ha paura, Pinuccio la tiene legata ma io da dietro mi rendo conto che non è tranquilla. Cerchiamo una strada più adatta a lei, qui è troppo ripido e in traverso!
..
La strada è lunga. Non mi ricordavo. Man mano che mi avvicino la vetta si copre di nuvole e io perdo un po' il senso dell'orientamento (l'ho mai avuto?); ad un certo punto mi pare di essere nel posto giusto. Guardo l'altimetro, 2.300 m … un po' basso … mi guardo intorno … eppure potrebbe essere qui … non ne sono convinta ma voglio controllare lo stesso. Ho fatto una fatica immensa ad arrivare qui. Le gambe non volevano sapere di andare oltre. Mi imponevano di fermarmi ma io no, con la testa ho tirato avanti, piano piano ma sempre più su.
La targa non c'è, non è questo il posto. E poi la nuvolaglia si dirada e vedo che sono ancora ben lontana. Le gambe a questo punto riprendono ad andare, potere della mente.
Proseguo lentamente mentre Kyra incontra in modo ravvicinato i primi stambecchi. Ovviamente non si tira indietro …. tata, non potrai mai competere con loro!
Passo dopo passo, metro dopo metro arrivo. La targa è li che mi guarda con un mazzo nuovo di fiori gialli ma il luogo ora lo riconosco anche senza.
Appoggio lo zaino, cerco il canale, aspetto che le nuvole si alzino per capire l'esatta traiettoria del volo, è li che voglio lanciare i miei fiori.
Quando ho tutto chiaro mi siedo, macchina fotografica e fiori con me, e scoppio a piangere.
Come quel giorno non c'è in giro nessuno. Sono sola. Con le mie lacrime. E un urlo mi sale da dentro: perché diavolo non mi sono attaccata al tuo braccio impedendoti di scendere? Dovevo farlo in tutti i modi, anche se forse mi avresti poi odiato … ora odio me per non averlo fatto.
Prendo i miei 4 fiori colti dal mio giardino.
Il primo per Pinuccio, il secondo per la sua Kira, il terzo per la vita di Giuliano cambiata cosi radicalmente da quel giorno e il quarto per la mia di vita … noi, come eravamo fino a quel giorno, non ci siamo più.
Li lancio uno ad uno.
Sono sempre sola con la mia Kyra. Quando mi risiedo viene ad appoggiare il capino sulla mia gamba e sta li con me.
Ho nelle orecchie ancora le mie urla. Davanti ai miei occhi quel volo. Non riesco a dimenticare. Quei secondi che paiono minuti. Le telefonate con il soccorso. Io che chiamo con tutta la voce che ho in gola. L'idea di scendere ma poi chi coordina i soccorsi?
Kyra mi fa capire che vuole salire. A me non importa la cima. Voglio scendere dalla Valle dell'Inferno per passare proprio sotto a quel luogo ma la tata vuole la cima.
Ci avviamo. Lentamente. Lei non ha problemi, non li avrebbe neppure se ci fosse la neve.
In cima c'è solo un ragazzo, ma scende quasi subito. Sembra fatto apposta. Oggi nessuno è qui. Ci hanno lasciate sole. Qualche foto. Una paginetta scritta sul libro di vetta. Un ringraziamento a chi ha messo le nuove bandierine (le avevo messe pure io quel giorno).
Eravamo seduti qui a mangiare, in piedi qui a fare la foto.
Poi la discesa.
Non penso più all'incidente, ora ho la mente occupata a pensare alla discesa dalla valle dell'inferno e Kyra mi aiuta a pensare ad altro. Lei corre anche sulle placche e prende il sentiero che abbiamo fatto salendo fino a scomparire la dietro le rocce a sinistra. Che hai mai visto? Fischio. Con il fischietto a ultrasuoni, io non sono capace di fischiare. Lei ricompare e come un bimbo che ha ben altro da fare mi guarda, scodinzolando: che c'è mamma di cosi urgente da disturbarmi? Niente, tata, vieni.
Si, dopo mamma! E corre di nuovo via. Sono scoppiata a ridere perché, giuro, l'espressione era proprio quella.
Il bivio è però li e non vorrei che Kyra pensi di tornare dallo stesso sentiero di salita.
Fischio ancora.
Stessa scena: ancora mamma? Che c'è stavolta?
Andiamo tata!
Parolina magica, corre da me e prende il sentiero di discesa.
Il mio dolce amore …
Neve. Tanta neve. E io ho le scarpe basse. Me lo aspettavo e nella mia testa c'era di mettere le ghette nello zaino. Ovviamente sono rimaste a casa e anche se le pendenze sono tranquille devo scendere piano per evitare di inzupparmi i piedi.
Continuo a guardare Gipsy, mi piacerebbe trovarmi vicino al luogo in cui sono atterrati ma li la montagna è troppo infida. Il sentiero porta alla Bocchetta dell'Inferno e poi scende tenendo la destra e spostandosi a sinistra ben dopo il punto in cui devono averli ritrovati.
Pazienza, è comunque qui che è successo. A Giuliano porterò il racconto, a Pino e Kira un piccolo ricordo di oggi, di questo momento in cui loro sono ancora qui con me.
Passata la neve, le rocce e i guadi, si torna sul calmo sentiero. Ora mi rendo conto che la meteo sta mettendosi al brutto. Vorrei arrivare almeno al Trona prima della pioggia cosi che posso prendere la strada con l'ombrello invece di inzupparmi sul sentiero ma la testa non vuole, vuole godersi appieno la giornata che ho dedicato a questa commemorazione.
Arrivati al Falc ho il piacere di essere riconosciuta da due splendide persone che ho perso di vista ormai da anni, sono stati dolcissimi, non c'è stato neanche bisogno di spiegare perché ero li, mi hanno solo chiesto dove esattamente è successo.
Un abbraccio, a rivederci presto ancora sui monti e poi prendo il sentiero per scendere.
Poco prima del Trona mi devo fermare a mangiare. Sbagliato, ci fermiamo a mangiare, povera Kyra, tra rincorse di marmotte e camosci penso sia stanca pure lei.
Macchina.
Kyra, le dobbiamo pulire le zampine, sono troppo nere nere.
MAMMA! Ma non lo senti che tuona???? Come puoi pensare di pulirmi le zampine con i tuoni in arrivo????
Facciamo in tempo, accendo la macchina e scendono le prime gocce.
Sulla strada incontro una signora a piedi. Faccio quello che a volte vorrei fosse capitato a me: mi fermo e le chiedo se vuole un passaggio. Accetta. Un piccolo pezzo ma sempre un aiuto ad arrivare prima.
Arrivo a casa tardi. Le bestie devono mangiare, l'orto ha bisogno di acqua poi finalmente una doccia. Quando si torna a casa tardi sarebbe meglio ordinare una pizza, invece metto su l'acqua per la pasta, l'insalata è pulita e i pomodorini appena colti dall'orto.
Il mio corpo è stanco. Stanco che fa fatica anche a mangiare. La mente invece no.
Sono costretta ad andare a letto ma la mente è vigile. Il corpo non accetta neanche la lettura ma il sonno non viene a concludere questa anomala giornata.

heliSLaLenta & Kyra accompagnate dai ricordi ancora dolorosi

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.477
Quota arrivo (altezza massima): m 2.556
Dislivello: m 1.235 circa
Tempo totale: 8 h 35 m compresa di soste e commemorazione
Km percorsi: 19,2 circa

sabato 20 giugno 2015

Grigna meridionale – m 2.184 – 20 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Serenità - stato di calma; assenza di dolore, di preoccupazioni

Poco tempo a disposizione ma la voglia di continuare l'allenamento. Katia che mi chiede se andiamo un sabato insieme … ecco fatto!
Una giornata splendida, da mettere il maglione anche a salire! Becks e Kyra che sono state bravissime tra di loro, Mose che non ho potuto adottare perchè alla fine ha ritrovato la sua famiglia (in realtà si chiamerebbe Taz … ma gli sta cosi bene il nome Mose!!!)
In cima un Eddy che ha bevuto tutta l'acqua delle nostre tate (ma non gliel'hanno data i suoi umani???)
In discesa che mi ricordo troppo tardi di controllare dove è il sentiero delle capre.
Insomma, una giornata MOLTO tranquilla offuscata solo dal fatto che non abbiamo potuto bere il caffè mattutino in quanto al Forno delle Grigne i cani devono stare fuori … e fuori ci stanno anche i miei soldini.
Che altro dire? Katia, umile e splendida donna, ti ammiro davvero tanto!

heliSLaLenta & Kyra accompagnate da Katia e Becks

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.278
Quota arrivo (altezza massima): m 2.184
Dislivello: m 900 circa
Tempo totale: 5 h 50 m compresa di soste
Km percorsi: 6,1 circa

giovedì 18 giugno 2015

Magnodeno con anello – m 1.241 – 18 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Improvvisare: dire, fare qualcosa li per lì, all'improvviso, senza alcuna preparazione precedente

La meta dovevano essere le creste. E l'allenamento. Accetto il suggerimento di alcuni amici a parto dal piazzale della funivia anche se il mio tormentone è trovare la Passata da Morterone. Però dal piazzale ho più dislivello. In ogni caso saranno 1.300 m per cui decido di allungare con il Magnodeno.
Arrivo e la giornata è MOLTO afosa, le cime coperte. Salgo con la consueta calma. I fiori qui abbondano e siccome le cime continuano a restare coperte mi fermo a fare un po' di foto.
Al Magnodeno ho la piacevole sorpresa di incontrare un conoscente, Giulio, che sta facendo il battesimo delle catene con una mia omonima.
4 chiacchiere, insieme fino al bivio della cresta della giumenta con il sentiero per la Capanna Monza e quindi i saluti. Il sentiero basso che porta in Capanna non l'ho mai fatto per cui lo preferisco alla più conosciuta cresta. Bello. Saliscendi, solitario … e oggi afoso.
Arrivo in capanna (chiusa) che è ormai ora di pranzo. Da qui alla Passata ci sono circa 20 minuti ma le creste continuano a rimanere immerse nelle nuvole. Ok, oggi non è giornata. Mangiamo qualcosa e poi ci avviamo verso il Fò dove incontro nuovamente Giulio e Silvia reduci dalla cresta.
Ancora 4 chiacchiere, altre 4 le faccio con due signori che si stanno preparando per la ferrata del centenario e poi vado a vedere se trovo il raponzolo di roccia, ma non c'è. Spero solo che non sia ancora fiorito. (Wikipedia dice che fiorisce da luglio ad agosto … ma qui siamo in basso … cmq tornerò per controllare).
Sempre fotografando mi avvio verso Erna. Inizio a sentire il vociar di bimbi. Mannaggia, anche qui! Sarà che in questa stagione non ho mai girato queste zone! E' bello vedere che portano i bimbi in montagna ma io ho Kyra e non vi sto a spiegare perchè la lego. Passare i circa 100 bimbi (2 pullman trovati alla partenza, loro in funivia) non è stato semplice e me li ritrovo anche alla chiesetta dove volevo fermarmi a mangiare ancora qualcosa. Stanno giocando a nascondino, e ogni volta che passa un bimbo io urlo “NON CORRERE” ma sono troppo presi dal gioco e Kyra inizia a innervosirsi per cui rimetto tutto nello zaino e iniziamo la discesa dal sentiero del Cammello.
Come mi sembra corto rispetto alle altre volte. Forse sto iniziando ad allenarmi.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 587
Quota arrivo (altezza massima): m 1.338
Dislivello: m 1.165 circa
Tempo totale: 7 h 36 m compresa di soste
Km percorsi: 16,0 circa

giovedì 11 giugno 2015

Grigna Settentrionale – m 2.410 – 11 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Allenamento: abitudine, conseguita attraverso una particolare preparazione, allo sforzo muscolare e alla competizione sportiva; il periodo di tale preparazione

Vabbeh, a me la competizione sportiva non interessa ma ho un paio di itinerari che vorrei portare a casa se l'estate me lo permette e per entrambi devo essere in grado di fare un 20x2.000 e di averne ancora.
20 km di sviluppo e 2.000 m di dislivello, nella stessa gita ovviamente.
Cosi, tanto per fare allenamento, oggi Grignone dalla Cappelletta.
Invece del bosco, che non amo in modo particolare, decido di allungare un pelino la gita e passare dal sentiero ciclabile che esce fuori all'Alpe Cova. Stupendo!
Poi l'estivo. Lo faccio con un signore davanti a me, abbiamo più o meno lo stesso passo, solo che io mi fermo una volta a riposare e bere, la seconda solo a bere. Arrivo in cima un quarto d'ora prima di lui e alla fine i miei tempo sono 3 ore e 50 minuti! Sono soddisfattissima! E cosi dovrebbe essere lui, invece è una lamentela unica: mi fa male il ginocchio, una volta facevo le 13 cime (in 2 gg, dormendo al Vioz), una volta … eh una volta! E io a dirgli che a 71 anni era fortunato ad essere ancora li, ad aver salito 1.600 m senza mai fermarsi, e ora a scendere, ad allenarsi per andare sul Tresero tra qualche settimana … niente da fare, lui si lamenta. Lui.
E io penso a Rino, a Pino … a Giuliano … mi vengono le lacrime agli occhi, lascio perdere; lui non sa quanto è fortunato, continua a lamentarsi e gli auguro di potersi lamentare ancora a lungo.
Per quello che ci riguarda, in cima non c'è nessuno, un paio di persone e vento. Cerco un posto dove tira in po' di meno, speravo di mettermi qui a prendere il sole e godermi il panorama invece le nuvole in cima vanno e vengono per cui non ci fermiamo molto.
Mi stupisce vedere tutte quelle bandierine tibetane; per me sono un simbolo di pace, di serenità, di augurio di entrambe. Invece … beh, con il rifugista continuo a non avere un buon rapporto. Non l'ho cercato in cima per timore che avesse da fare (devo ammettere che le volte che ho avuto un contatto ravvicinato tanto amichevole non è stato) e i contatti via internet sono sempre iperpolemici (e siamo in due, lo ammetto … ma io non gestisco in rifugio ;) )
Faccio una foto di vetta con la mia tata e poi scendo. Una sosta un po' più lunga al bivacco e poi ancora giù a cercare acqua all'area pic nic. Qui ci sono un sacco di bimbi e qualcuno di loro è alla fontana. Non lego Kyra, voglio fidarmi di lei. I bimbi mi chiedono se possono accarezzarla e io dico loro come fare e di proseguire solo se lei vuole. E lei non vuole. I bimbi capiscono (quante cose abbiamo da imparare da loro!) e Kyra non azzanna nessuno :D Lei non ha mai azzannato nessuno, per la cronaca, ma ti fa capire se stai facendo qualcosa che non le piace. Beh, slegata e libera, non è successo nulla … ma proprio nulla! Sono orgogliosa della mia tata!!!
Scendendo abbiamo rifatto il bosco nel sentiero dell'andata: ma quanto è bello???
Tornata a casa metto nel mio gruppo la foto del divieto di ingresso per gli animali nel rifugio.
Apoteosi.

P.S. Questa volta siamo stanche … dislivello e distanze minori eppure siamo stanche. Evidentemente il percorso più faticoso conta, non solo il dislivello e la distanza!

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 848
Quota arrivo (altezza massima): m 2.410
Dislivello: m 1.591 circa
Tempo totale: 7 h 34 m compresa di soste
Km percorsi: 15,7 circa

venerdì 5 giugno 2015

Monte Rotondo m 2.496 da Premana – 5 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Tornante: ciascuna svolta molto stretta di una strada che si snoda a serpentina in montagna

Prologo 1
- MAMMA! Lo zio è andato sul Legnone!
- E allora?
- Potremmo tornarci, ti ricordi che l'anno scorso non siamo salite?
- E tu ti ricordi, tatina, quello che mi hai fatto passare due anni fa?
- Ehm … no mamma …
- Mi hai fatto litigare perché pinzavi chiunque volesse superarci …
- uuuhhhhhh ….. davvero?
- E le capre di vetta? Le hai forse dimenticate?
- Uffa mamma, ma tu non dimentichi mai niente! E cmq adesso sono molto più brava, non trovi?
- Si, per le pinzatine si … ma l'altro giorno mi hai portato l'intero gregge di capre!
- Perché, che dovevo fare?
- Lasciamo perdere tatina, ti prometto che quando ci sarà una bella giornata di sole ci torniamo sul Legnone, rigorosamente su per settimana e vediamo da quale parte salire, va bene?
- Va bene …. va bene …. tanto si fa sempre come vuoi tu!
- E la cosa ti dispiace?
- A dire il vero no …. Slap!

Prologo 2
(Circa 4 anni fa)
- Andiamo al Trona
- Guarda che ha nevicato!
- Ma va! Non portiamo neanche i ramponi!
Arrivati in Val Gerola costatiamo che ha nevicato … e cosi il mio mentore mi tira fuori questa gita meravigliosa.

Oggi salgo ancora questa cima ma da Premana, luuuuuuuuuuuunga, sono 6 km solo per arrivare all'Alpe Fraina. Tentata già un paio di anni fa ma complice una Kyra che con le bestie diventa matta e le mucche che pascolavano proprio dove il sentiero è meno evidente, avevo rinunciato salendo il versante opposto della valle (FAVOLOSO!) e il Piz Mellasc.
Quando sono incerta sul percorso, la relazione diventa essenziale e siccome non ci sono rifugi non posso appoggiarmi a Diska (LA Certezza!) e cerco in Vienormali.it Non è dettagliatissima ma ce la posso fare.
Arrivo a Premana tardi, un camion mi sbarra la strada da Ballabio e diventa davvero difficile superarlo per cui mi fermo a bere un caffè, tanto lo riprendo.
Parcheggio in fondo, sperando che, siccome il cartello del disco orario è solo da una parte del suddetto, la multa non la prendo se la macchina la metto dall'altra parte; fino ad ora mi è andata bene.
Come mi incammino vedo un bel cartello di divieto dal 5 al 11 giugno. Cavolo: che giorno è oggi? Cerco di ricordarlo ma niente da fare, tiro fuori il telefono, è il 5. Ca@@o. Mentre proseguo medito: se non posso passare magari scendo in Valvarrone.
Poi mi supera un camioncino e allora l'illuminazione: sarà per i mezzi, mica per i pedoni! In Val Fraina, cosi come in Valvarrone, possono transitare solo quei pochi che hanno il permesso e quindi anche la casa li, il cartello deve essere per loro.
Bisogna arrivare fino quasi a Fraina per incontrare gli uomini al lavoro, stanno sistemando la strada, metteranno giù delle grate in ferro (?) e poi cemento per poterla utilizzare senza disfarla del tutto. Sono simpatici, mi fanno passare e mi augurano buona giornata. Kyra ha dei problemi con le grate già messe giù ma bene o male riusciamo a passare.
Arrivate a Fraina piccola sosta, ci abbiamo messo un'ora e venti. Ora viene il bello: troverò il sentiero? Al primo cartello non trovo le indicazioni segnate invece nella relazione. Dalla gita di due anni fa mi sembra che non ci siano altri cartelli più avanti per cui scendo e attraverso il ponte. E' la stessa cosa che ho fatto l'altra volta. Risalgo e provo a proseguire per imboccare l'altro sentierino che vedo li davanti, sempre dall'altra parte del fiume ma il guado non è molto agevole per cui torno sui miei passi. Che faccio? In giro non c'è nessuno a cui chiedere. Rileggo bene la relazione, la descrizione è chiara: appena dopo l'alpe, in direzione ENE si trovano le segnalazioni (che io non ho trovato) che riportano Sentiero Cadorna – Bocchetta di Stavello – Monte Rotondo. Eppure il ponte è subito dopo l'abitato e nella direzione indicata. Scendo di nuovo e attraverso. Salgo fino alle case … no, da qui non è. Torno sui miei passi e, dall'alto, vedo il sentiero in mezzo al prato … EVVAI! E trovo anche il passaggio aperto dalla recinzione. Ora non ci sono bestie al pascolo, l'erba è ancora bassa e la flebile traccia è cmq ben visibile. Una fontana e poi gli ometti e poi la traccia evidente. CI SONO! Eccolo il mio sentiero!
Ora si parte finalmente per la cima! E il sentiero Cadorna sale, con pendenza costante, tornante dopo tornante. Fantastico! Qualche costruzione a lato, i muretti a secco che mantengono il sentiero, solitudine totale e vegetazione estiva. Sono in un bagno di sudore, Kyra ansima. Caldo. Meno male che il sole va e viene da dietro le nuvole. E meno male che questa volta mi sono portata dietro i bastoncini perché vista la lunghezza della gita un aiuto non guasta. Solo due piccole soste per bere e un passo dietro l'altro arriviamo al bivio che porta alla Bocchetta di Larecc, quella dove sono stata due anni fa. Sarebbe bello tornare da li ma ho paura che per me diventi troppo lunga. Da qui mi dice che il passo, che oramai ho individuato da tempo insieme alla cima, è a soli 10 minuti … sarà vero? Appena giro l'angolo devo ammettere che si, è vero! Un tratto in falso piano porta laggiù e nel tempo indicato sono al passo. Ora una sosta più lunga ci vuole. Il tempo non è un gran che ma ne sono contenta visto il caldo che fa. Le mosche non la smettono di infastidirci, è una buona scuola di pazienza visto che tanto non ci puoi fare nulla.
Alla Bocchetta di Stavello c'è una fontana, non sempre con acqua, la relazione avvisa di non farci conto e cosi avevo risparmiato il bere ma ora che la vedo scorrere Kyra ed io ci scoliamo tutta l'acqua di cui necessitiamo. Un po' di riposo, un po' di foto e un po' di ciboe poi via verso la cima.
Prendo la mulattiera ma in realtà è meglio prendere direttamente il sentiero della DOL. Man mano che salgo ritrovo i riferimenti della salita di 4 anni fa: la galleria, i tornanti (compagni fedeli di questa giornata) il casotto e poi la cima con quella strana madonna.
Ce l'abbiamo fatta! 4 ore e mezza … non male per me, tenuto conto che da giù i tempo sono di 5 ore e 30!
Come al solito in questa stagione, c'è una gran puzza di cacca in cima. Nessuna bestia ma tanta puzza. Però sono stanca, non posso scendere; ho bisogno di mangiare qualcosa ma siamo già al non sopportare più il panino, anche se il pane è fatto da me. Mi mangio il companatico con dei taralli con Kyra a 10 cm dalla mia mano speranzosa (le arriverà un pezzetto di pane e poi i suoi croccantini). Tentativi di autoscatto, qualche foto anche se il panorama non è un gran che e poi decido di mettere lo stesso le mie bandierine, anche se ce ne sono già, un po' scolorite.
Un pensiero agli amici che non ci sono più e poi scendiamo.
Alla bocchetta facciamo scorta di acqua e guardo i tempi sui cartelli: 1:40 per Alpe Fraina, non è neanche tanto penso tra me e me. E in effetti non ci vuole molto a scendere.
Quella strada è una meraviglia, pendenza costante e mai faticosa né in salita né in discesa. Solo il sole che ora è fuori dalle nubi ci fa soffrire e arrivate al fiume non ci facciamo scappare il pediluvio. Al villaggio troviamo Brik, uno splendido cucciolo di un anno e Kyra gioca …. davvero, GIOCA alla grande! Io chiacchiero un po' con i signori: stamattina hai sbagliato strada … hi hi hi … si, è vero, non sapevo dove andare ma poi ho trovato il sentiero. Sei arrivata in cima? Si, certo. Vedo lo sguardo di ammirazione … Chiacchieriamo un po', poi siccome non mi invitano a sedermi e non mi offrono nemmeno un bicchiere di acqua (devo ammettere che un the lo avrei preso volentieri) saluto e iniziamo la tortura dei 6 km di discesa.
All'ultima fontana ci rinfreschiamo per affrontare il viaggio in macchina verso casa.
Casa. I mici sono li al cancello che mi aspettano, sono in ritardo di un'ora e mezza per la loro pappa … mi perdoneranno?

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 975
Quota arrivo (altezza massima): m 2.496
Dislivello: m 1.720 circa
Tempo totale: 9 h 36 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 24,8 circa

lunedì 1 giugno 2015

Rifugio Grassi m 1.987 da Foppabona – 1 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Presa per i fondelli.

No ... davvero .... lo apprezzo .... ma se tu mi chiami alle 18:30 del venerdì sera dicendomi che mi hai fatto la fotocamera prima del previsto (mercoledì 3 giugno) come ti avevo chiesto ... e poi mi dici che chiudi alle 19, sabato chiuso, lunedì chiuso, martedì chiuso ... perché mi sento un po' presa per i fondelli? “

E cosi, ancora senza macchina fotografica, decido di portare a termine un progetto che ha una lunga storia.
Una gita che non so bene come diavolo abbia fatto ad arrivare all'ape di Foppabona, una dove non ho beccato il sentiero e questa.
Stavolta sono preparatissima: con le spiegazioni di Diska non si può sbagliare! E in effetti non sbaglierò.
La macchina fotografica di riserva questa volta la metto nello zaino, l'altra volta mi ha dato troppo fastidio portarla al collo e cosi, vista la tremenda umidità, oggi rimarrà nello zaino per cui, le poche foto fatte, sono con il cellulare: abbiate pietà!
Sui sentieri di oggi nessuno, ma proprio nessuno nessuno, solo io e la mia tata. Inutile, quante volte l'ho detto? Che compagnia il cane … se ti fermi si ferma, se hai un dubbio va avanti a perlustrare per te e se ti chini ti arriva sempre e comunque una leccatina :D
Come ho detto l'umidità è pazzesca ma il sentiero è davvero molto bello. Sempre nel bosco per almeno la metà, poi, visto che è tutto a sud, sarebbe al sole per cui Sconsigliatissimo d'estate.
Essere soli vuol dire far andare la mente, e i pensieri volano via con i miei passi. Una sosta piccola piccola fino a poco prima dell'Alpe. Oggi le gambe non ci sono, ieri sera, ancora una volta, non ho mangiato giusto per cui ora sono vuota e tra il caldo e il sudore mettere un piede davanti all'altro sta diventando un problema: sosta panino. Con un po' di energia in corpo affronto il pezzo dove non c'è sentiero ma in compenso vedo delle caprette che mi adocchiano dall'alto … speriamo non le veda Kyraaaaaaaaaaaaaa.
Vana speranza … le vede … e parte. E' bravissima, le raggruppa tutte … e me le porta!
40 – 50 capre che ti corrono incontro incalzate dal cane devo ammettere che non è simpatico. Mi sposto dal sentiero e cerco di non farmi travolgere mentre cerco di spiegare a Kyra che le capre non sono nostre. Stranamente mi da retta, le capre ci lasciano passare salvo poi tornare indietro verso di noi e Kyra ancora le rincorre se non che un becco tanto d'accordo non è, e con un paio di cornate mette la mia tata al suo posto :D Kyra capisce l'antifona e le lascia in pace e poi siamo ormai approdate sul pianoro di Fobbabona, ora c'è altro a cui pensare!
Salgo al passo, sono di nuovo stremata, la meteo continua a non essere un gran che per cui abbandono il progetto di salire allo Zucco di Cam e vado verso il rifugio.
Ci sono dei saliscendi e io sono di nuovo alla frutta. Mi fermo e ravano nello zaino tirando fuori un pacchetto di barrette di sesamo: ma perché le ho comprate se non mi piacciono? Ma siccome non si butta via niente mangio quelle e cosi spero proprio di aver chiuso con il sesamo. Devo ammettere che se non fanno proprio schifo di certo buone non sono ma pazienza.
Riprendiamo il cammino, ora ci sono le marmotte e Kyra non se le lascia scappare, una quasi la prende, è arrivata a mezzo metro da lei!
Purtroppo ci sono anche un sacco di anemoni e io non ho la macchina fotografica … maledetto riparatore!
Al rifugio mi prende un po' di sconforto, non c'è nessuno, solo un ragazzo … mi spiace per Anna e Amos, loro ci mettono davvero un grande amore e sopratutto tanto amore per la natura e i cibi naturali.
Non entro, ho lasciato il portafoglio in macchina e mi scoccia entrare e non prendere neanche un pezzetto di torta.
Nel frattempo è arrivata una ragazza con cui mi metto a parlare: piccolo il mondo, è di Castelmarte!
Lei entra e io decido di scendere anche perché ho notato una quantità discreta di vetri sparsi sulla terrazza del rifugio e sono un po' preoccupata per Kyra. Passando per il Camisolo mi sono resa conto che ci sono dei pezzi di cemento con assemblati dei vetri ... come mai? Non può essere pericoloso per cani (e animali in genere) e bimbi? Lo chiederò direttamente a loro, avranno anche un motivo e io forse sono troppo apprensiva ma dopo un fermo forzato per polpastrello tagliato non voglio rischiare.
Di la la meteo non migliora. In compenso peggiora di brutto il sentiero; abituata a farlo con la neve non ricordavo il fondo cosi bastardo. In compenso arrivo al Pio X in brevissimo tempo.
Le barrette di sesamo mi hanno lasciato un bel mal di stomaco e la testa inizia a darmi fastidio … no, non voglio vomitare … ecchecavolo!
Mi siedo, bevo, mi coccolo e mi faccio coccolare da Kyra fino a che non va meglio poi riprendiamo la discesa. Meno male che ora il sentiero migliora e anche qui una bella sorpresa: me lo ricordavo più lungo!
In vista del Tavecchia inizia a piovere, tiro fuori l'ombrello e penso a Kyra: per lei non ho nemmeno un cappottino .. ma cana sei, non dovresti avere troppi problemi, vero?
Falso allarme, poco dopo smette ma io ormai ho deciso di scendere dalla strada. Sempre immersa nei miei pensieri.
Arrivate all'acqua di San Carlo il mio stomaco si sente meglio e decido di mangiare il secondo panino. Ora sta uscendo il sole e il caldo è potente. Mannaggia … inizia l'estate se se da una parte ne sono contenta dall'altra sto già in ansia per il caldo.
Pensieri tristi ma sento che Paola, la ragazza di Castelmarte, mi sta raggiungendo. Per fortuna, cosi continuiamo insieme e la parte noiosa della strada passa senza neanche rendercene conto.
Andare in giro da soli vuol dire anche questo, mettersi a chiacchierare e conoscere gente nuova, cosa che mi piace un sacco!
Un caro saluto arrivati alla macchina. Mi cambio, guardo Kyra: che dici, ce lo siamo meritate un bel gelato?

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 660
Quota arrivo (altezza massima): m 2.017
Dislivello: m 1.480 circa
Tempo totale: 7 h 49 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 18.8 circa