sabato 11 novembre 2017

Cima di Piazzo – m 2.057 – 11 Novembre 2017

Ha nevicato e questa volta non voglio lasciarmi perdere l'opportunità di portare Kyra sulla neve.
Si, lo so, è il solito Artavaggio ma a parte il fatto che la funivia ora è chiusa per cui non c'è la solita folla compresa di motoslitte che vanno all'impazzata, Artavaggio offre sempre percorsi che valgono la pena.
Al parcheggio è stato divertente. Un signore con due cani mi si avvicina e si mette a chiacchierare con me sul fatto che i cani debbano stare liberi. La coppia che deve far scendere dalla macchina il cane lupo mi chiede invece di legare Kyra. 100 teste 100 capre dice un detto (non so scriverlo in dialetto).
Per i miei gusti c'era troppa gente ma non mi devo lamentare, è sabato, me ne aspettavo anche di più. Un gruppo di 4 ragazzi, con microzaini e mini bacchette che si ripiegano infinite volte per stare nei microzaini, urlano al parcheggio. Forse urlo pure io quando trovo qualcuno con cui scambiare 4 chiacchiere ma il loro parlare mi urta. Meno male che loro corrono e se va bene li incontrerò che scendono quando sarò a mala pena a metà della mia salita.
Alla casa mi fermo per bere, è ora di portare il thermos e devo ammettere che qualcosa di caldo ci sta bene.
E poi la sorpresa di vedere che il mio sentiero è stato finalmente segnalato e anche bene! D'estate faccio sempre fatica a trovarlo mentre d'inverno le peste sulla neve lo rendono subito individuabile. La mia gioia viene smorzata dalla baruffa che Kyra ingaggia con un cane simil border collie. Io inizio a correre da una parte chiamando Kyra, lei tenta di venire verso di me ma l'altro cane non la lascia stare e il padrone dell'altro cane, invece di richiamarlo e andare dalla parte opposta, si ostina a stare li a cercare di dividere i cani. Ma porca l'oca … era una baruffa e non è successo nulla ma è possibile che almeno non ci provi?
Controllo Kyra, è spaventata ma non ha segni per cui riprendiamo il nostro sentiero.
Arrivati alla strada la neve inizia a essere importante e lo spettacolo è meraviglioso.
Pian piano saliamo al rifugio Cazzaniga che purtroppo non accetta i cani per cui ci fermiamo fuori a mangiare il mio panino con Kyra che mi ammira con occhi languidi …
Arriva una coppia con cui avevo chiacchierato salendo e scopro che vogliono scendere con la funivia. Allora: per prima cosa vi consiglio di informarvi SEMPRE se la funivia funziona e poi ricordatevi che a novembre la maggior parte delle funivie è chiusa. Più tardi scoprirò che è vero, è chiusa, saranno costretti a fare anche la discesa nonostante un ginocchio messo un po' male.
Loro entrano a mangiare mentre io mi guardo intorno. Il Sodadura è li davanti a me ma so già che non ci salirò. I bastoni sono in macchina e la neve sulle rocce della salita è infida. Giro lo sguardo sulla cima che in questo momento non ricordo come si chiama e mi sembra lontanissima. Però è presto, potrei anche farcela, soprattutto dopo essermi mangiata uno spettacolare panino con il salame.
Partiamo, io un un po' indecisa ma poi seguo due ragazzi con un cane che stanno prendendo la via che passa bassa e risale la montagna in mezzo. I ragazzi si fermano e mi aspettano, vogliono sapere dove si prende la strada per tornare al rifugio Lecco, hanno fatto gli Stradini e vogliono fare l'anello. Ecco … ma se non conosci la zona e c'è la neve, perchè rischiare? Io non ricordo bene ma non vorrei che debbano fare il canale dei camosci per scendere … come sarà messo? Mah, io sono iper fifona ma con la neve, soprattutto quando è poca, non si scherza. Cmq li indirizzo, pochi metri prima c'era il cartello e non capisco come mai non l'hanno considerato. Forse la traccia che sale in cima era più appetibile.
Continuo. La neve inizia a farsi seria, a volte mi arriva al ginocchio, ci sono i buchi e stare in piedi non è sempre semplice (ma perchè ho lasciato i bastoni in macchina???) ma arriviamo in cima indenni. E sole. Poco prima della cima c'è l'immancabile madonna … 3 targhe e nessuna che porta il nome e l'altezza della cima. Ma perchè??? Ma teneteli in chiesa i vostri simboli sacri se oltretutto non danno informazioni utili!
Per scendere decido per la cresta e tra scivolamenti e sbandamenti arriviamo, indenni anche qui, al pianoro.
La strada per andare a prendere il sentiero di ritorno è piuttosto noiosa ma mi ha permesso di fare luce sulla situazione che ho ancora aperta con la padrona della casa precedente. Lunedi telefonerò all'avvocato proponendo le mie soluzioni.
Al Sassi Castelli una sosta torta e caffè, qui gli animali sono ammessi e il rifugio è accogliente, i gestori simpatici e mi fermo a chiacchierare un po' con loro. Poi decido di rischiare, lego Kyra alla sedia, le do il comando di RESTA e chiedo alla ragazza di darle un'occhiata … e vado in bagno.
DI ritorno trovo Kyra esattamente come l'avevo l'asciata e la ragazza mi dice che è stata bravissima … la mia Kyretta! E' ora che impari a fermarsi al RESTA e ci stiamo lavorando.
Due ore, dice il cartello, per la discesa. Non so se ci abbiamo messo davvero due ore ma non è stato pesante. Avevamo davvero voglia di sentiero, boschi, montagna … e neve.
A proposito, abbiamo provato la crema della TRIXIE, Kyra continuava a leccarsi i polpastrelli. Sembra funzionare, vedremo più avanti, L'unica cosa è che si è un po' leccata e poi la vedevi a pulirsi il muso nella neve! Speriamo che abbia capito che non è da mangiare e la prossima volta lasci stare.
Siamo tornate a casa stanche, anche la signorina si vedeva che non era tanto fresca … si sarà divertita?
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 874
Quota arrivo massima: m 2.067
Dislivello: m 1.240 circa
Tempo totale: 7 h 00 m compresa di tutto
Km percorsi: 14,2 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No

giovedì 12 ottobre 2017

Lago inferiore di Deleguaccio - m 2.090 - 12 ottobre 2017


Doveva essere Pizzo Meriggio ma quando ho guardato bene la cartina mi sono resa conto che è una strada fino a 2.000 m e me ne è passata la voglia.
Mi sono poi ricordata che è da un po' di tempo che avevo voglia di questa meta e cosi sia: laghi di Deleguaccio. Laghi al plurale perchè c'è anche quello superiore. Non ci siamo salite per due motivi: non siamo allenate e anche se non eravamo stanche era meglio non strafare e poi non mi ricordo ma mi sembra, vedendo il sentiero da giù, che la parte con la catena sia proprio li e Kyra non ha l'imbraco. Meglio non rischiare.
Kyra me ne ha combinata una delle sue ma credo non l'abbia fatta apposta: si è fiondata in una buca … piena piena di fango e ne è uscita che sembrava la tribù dei piedi neri :(
Spazzolata di ritorno all'alpe, la mia splendida tata ha deciso autonomamente di fare un bel bagno prima di arrivare alla macchina ^_^ Grande Kyra!
La gita è stata azzeccata: io volevo i colori dell'autunno e Kyra i boschi. Li abbiamo trovati entrambi. Dopo l'alpe mi sono messa i guanti perchè le mani iniziavano a non muoversi più, la temperatura era perfetta!
Arrivate al lago il vento. Me lo ricordavo già dall'altra volta ma sono riuscita a trovare un angolo tranquillo mentre Kyra si è messa in pieno vento … a controllare che nessuno mi portasse via la pappa!
In salita abbiamo incontrato solo un signore con un cane e piuttosto all'inizio del sentiero mentre in discesa solo le capre all'alpe.
Giornata meravigliosa, vero Kyra?

heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 925
Quota arrivo massima: m 2.104
Dislivello: m 1.260 circa
Tempo totale: 6 h 44 m compresa di tutto
Km percorsi: 12,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Torrenti e fontane

venerdì 22 settembre 2017

Rif. Riella con anello – 22 Settembre 2017


G: lo sai vero cosa ha detto l'ortopedico?
T: Si, mi ricordo, ma tu lo sai in che condizioni è la casa?
G: E allora devo crollare io? Per una giornata non ti costa molto ... cosa sono, 2 mesi che non andiamo a camminare?
T: Ehhh ... cercherò di fare il possibile ma non ti prometto niente.
G: Pensa che anche la Kyretta ne trae beneficio
T: Hai ragione ... e passeggiata sia!

Il dialogo tra Ginocchio e Testa è seguitissimo da Kyra che anela una passeggiata come si deve ormai da due mesi.
Faccio fatica a decidermi perchè la casa è ancora in disordine, c'è tanto da fare … ma il ginocchio ha iniziato a farmi male. É già stato bravo a pazientare due mesi ma ora ha bisogno che i muscoli tornino ad allenarsi.
Alle 15 ho ancora gente qui che mi deve sistemare il riscaldamento per cui si parte da casa.
Ora la montagna di casa mia è il Palanzone ma io ho avuto la grande idea di passare da San Salvatore allungando quindi il giro mica male. Ovviamente ho toppato San Salvatore ma una cima l'abbiamo messa dentro: Monte Crocione, quello che guarda Erba.
E li mi sono resa conto che ho lasciato a casa l'acqua per Kyra :( la mia ha dentro delle schifezze che lei non beve. Per fortuna non fa tanto caldo (ho lasciato a casa anche l'asciugamano … devo prendere mano alla nuova organizzazione) e spero nella capanna Mara. Niente da fare, oltretutto siamo salite nella più perfetta solitudine. In cima 2 ciclisti. Per trovare la “ressa” dobbiamo arrivare al Riella. Non ho tanto tempo per fermarmi qui ma la polenta con il brasato è davvero invitante e me la concedo chiacchierando con le persone che ci sono li ai tavoli esterni.
Scendiamo poi con un po' di ansia verso l'Alpe Prina; l'ansia è per l'orario, sono al pelo e mi piacerebbe fare una doccia prima che arrivino i tecnici.
Scendendo sono abbastanza sicura di aver incontrato un cinghiale. L'ho intravisto, la mole mi ha fatto propendere per il cinghiale. Ho subito cercato Kyra che era bella tranquilla dietro di me, l'ho legata ma lei non ha dato alcun segno di aver annusato qualcosa. Siamo passate via indenni da quella zona, la bestia stava salendo in tranquillità. Ora ci saranno urla e strepiti perchè io lascio libera Kyra di vagare per i boschi anche se so che il cinghiale c'è ... sarò una mamma degenere. Questa volta è andata bene. In 4 anni è la prima volta che ho un incontro ravvicinato. E Kyra manco se n'è accorta.
La stanchezza si è fatta sentire, purtroppo lo so che le prime passeggiate mi porteranno stanchezza fino a che non tornerò ad essere allenata. Ma … SIAMO TORNATE !

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 364
Quota arrivo massima: m 1.287
Dislivello: m 1.050 circa
Tempo totale: 5 h 33 m compresa di tutto
Km percorsi: 14,5 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Torrentelli pochi, ai rifugi se aperti

sabato 3 giugno 2017

Capanna Grassi dalla Val Bona – 3 Giugno 2017


Avevo visto il cartello … il masso indicativo quando sono stata in Val Biandino poco tempo fa ma mi incuriosiva capire dove fosse la salita. Avevo il dubbio che fosse quella valle dove sono stata con Giuliano nella mia vita precedente. Mi ricordo di quella gita una fatica immane e un bel tratto a ravanare. Invece oggi è andato tutto benissimo. Percorso che attraversa la valle opposto al “solito” e soprattutto in ombra (tenetelo presente se lo volete fare d'estate). E poi si entra nella Val Bona. Mamma mia che bella! Selvaggia e solitaria … e faticosa! Lo ammetto, ho fatto fatica perchè è davvero ripida ma vi assicuro che ne vale la pena.
Per i cani il primo tratto difficile è quando si attraversa il torrente. Ci sono le catene e un chiodo nella roccia per i piedi ma per i cani c'è da tenere conto che è umido. Nel dubbio ho legato Kyra me se l'è cavata alla grande.
Poi si incontra un bivio che permette di scendere in Biandino all'altezza della Baita degli Alpini.
Quando poi si è entrati in Val Bona c'è un punto in cui il sentiero è franato e li Kyra, che si fa sempre prendere dall'entusiasmo, è salita sul masso liscio e inclinato e ha iniziato a scivolare … mentre ho allungato la zampa … pardon, la mano, per prenderla si è fermata ma era proprio sull'orlo! Ecco, a volte bisognerebbe avere un po' di paura! L'ho legata e ho cercato il modo secondo me migliore per passare e tutto è andato bene.
La Bochetta di Valbona mi è apparsa all'improvviso e che respiro di sollievo che ho tirato!
Oggi era molto afoso e ho sudato 10 volte più del solito. Il sole si è fatto vedere poco e non so se è stato un bene, magari mi asciugava! Dalla Bocchetta al rifugio non c'è molto e li finalmente il meritato riposo.
Siamo poi scese dal solito percorso del Passo del Camisolo per la Val Biandino e poi per strada fino alla Fonte di San Carlo, io ero troppo stanca per prendere il sentiero. L'ho preso solo in quell'ultimo pezzo. E poi ancora per la cascata.
Siamo arrivate alla macchina accaldate e stanche ma appagate. Si, questa è una gita che davvero appaga corpo e spirito.
Ve la consiglio davvero!


heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 663
Quota arrivo massima: m 2.054
Dislivello: m 1.418 circa
Tempo totale: 8 h 28 m compresa di tutto
Km percorsi: 19,1 circa
Percorso canabile: Si con un paio di passaggi a cui fare attenzione
Acqua sul percorso: Torrenti e fontana al rifugio

lunedì 29 maggio 2017

Basta croci sulle cime!

Chi mi conosce sa come la penso, ma a scriverlo ci riesce molto meglio Luca Rota:
https://lucarota.com/2017/04/13/basta-col-piazzare-croci-sui-monti/

sabato 13 maggio 2017

Alpe Megna m 659 – 13 Maggio 2017


Rapido giro per portare Kyra a spasso, tanto per cambiare itinerario siamo andate all'Alpe Megna da Visino (Valbrona) e poi fino alla chiesetta sopra Lasnigo e ritorno. Volevano trovare un sentiero asciutto invece la prima parte della carrozzabile era un fiume in piena e Kyra ha poi pensato, andando verso la Chiesetta, di farsi un bel bagno nell'acqua fangosa! Tornando dalla chiesetta abbiamo incontrato un arzillo vecchietto con una bella cagnolona e abbiamo raggiungo l'alpe di Megna chiacchierando amabilmente. La montagna mette quasi sempre di buon umore e il vecchietto era un vero SIGNORE di altri tempi. Rientrando non ci siamo fatte mancare il gelato.

venerdì 21 aprile 2017

Monte Bregagno da Gallio – m 2.107 – 21 Aprile 2017


E' tempo di Bregagno, è tanto che non torno da queste parti e il mio mentore mi consiglia da Gallio, via che di solito si percorre in inverno. Da li ci sono stata un paio di volte ma la neve cambia completamente le cose per cui per me è come se fosse una gita nuova.
Iniziamo l'avventura con la macchina. Sempre con la paura di sbagliare strada. Arrivata al parcheggio stranamente me lo ricordo per cui parcheggio. Vado a leggere i cartelli ma nessuno che indica la mia meta … eppure si sale da qui! Un ciclista che avevo superato arriva e chiedo anche a lui: continuando a pedalare mi dice che lo spera. Essendo in due a sperarlo ci sono buone possibilità che sia davvero da qui ^_^
La salita su asfalto dura 20 minuti, circa 100 m di dislivello che al momento non mi preoccupano, poi ne riparleremo in discesa :(
Ri incontro il ciclista e ci fermiamo a fare 4 chiacchiere. Arriva da Plesio e vorrebbe salire in cima al Bregagno ma credo che non abbia portato a termine il progetto perché io non l'ho più incontrato. In ogni caso si è fatto un gran bel giro.
Ora parte la strada sterrata. Non ho portato la cartina perché pensavo di conoscere la zona: sono tonta ancora dopo cosi tanti anni di montagna :(
Arrivo alla cascina e da li parte il bivio che mi dovrebbe portare al Bregagnino. La spiegazione invernale dice di prendere su senza sentiero … beh, anche l'estiva sarà cosi. Solo che nell'invernale fai delle belle serpentine e cosi ammazzi la ripidità mentre essendo pulito si tende ad andare dritto … una fatica immane! Gocciolo di sudore nonostante non faccia troppo caldo! Vedo una cresta e decido di salire da li, non è rocciosa e mi sembra più abbordabile. Cosi pian piano, e un po' maledicendomi, arrivo in cima al Bregagnino. E il freddo mi attende. Mi copro, respiro un attimo e poi via lungo al larga cresta che mi porterà al Bregagno. Fino ad ora ho incontrato solo il ciclista e visto da lontano due persone.
Arrivo in cima accompagnata da un freddo pungente. Mi devo mettere il piumino e fatta la foto di vetta il pensiero corre a Floriano. Il giorno che l'hanno cremato siamo saliti quassù a salutarlo per cui per me questa è la sua montagna. Non metto più le bandiere tibetane perché sono diventate una moda. Ne vedi a decine sulle croci e mi sa che molte delle persone che le mettono manco sanno il loro significato. Qui invece la croce è pulita, strano! Vuoi dire che finalmente è finita la moda?
Un saluto ancora a Flo e poi scendo per trovare un punto dove l'aria pungente non c'è e vedo lontano in gregge … cavolaccio se lo vede Kyra! Cosi la lego e mangio con lei legata. Non che cambi molto, lei sta sempre molto vicina a me quando mangio :D
Non mi fermo mai molto per cui scendiamo dopo poco e finalmente Kyra vede il gregge: uff … tira da morire! Per fortuna giriamo dopo poco e non vedendolo più se ne dimentica, la slego e va ad annusare a destra e a manca rimanendo sempre vicino.
Meta Sant'Amate per scendere poi dalla strada. So che sotto, verso il lago, c'è un rifugio di cui non farò il nome perché sono arrabbiatissima con chi lo gestisce ma non so se oggi ho voglia di andare … abbiamo già camminato tanto … Alla chiesetta sosta lunga e riposata la curiosità prende il sopravvento anche perché abbiamo incontrato il cartello che indica il sentiero. Ok, andiamo, E si inizia ad attraversare una valle, poi un'altra, attraversiamo anche la valle da cui siamo saliti al Bregagnino e poi ancora. Lungo, il cartello diceva 45 minuti ma non ho controllato. So solo che la quota non c'è, siamo poco più di 100 m sopra e li manterremo fino alla fine, Quando si inizia a vedere il rifugio vedo le bandiere issate (sono ben 3!) e penso che sia molto strano che sia aperto di venerdì, ma forse sono saliti per prepararsi al we. E cosi scendo anche perché vorrei evitare questo traverso al ritorno e siccome c'è il cartello anche alla partenza magari si può fare un anello.
Arrivo giù e l'amara sorpresa: chiuso. E non c'è un cartello manco a pagarlo a peso d'oro. E non c'è una cartina manco a pagarla a peso d'oro. E fuori dalla porta ti accoglie un bel divieto: cane tu qui non entri.
Ma vai in mona! (per essere gentili!) Sono incazzata nera. Scendo per vedere se trovo una strada che mi porta giù ma niente. Mentre risalgo arrabbiata come non mai vedo un bellissimo sentiero che parte per il traverso. Ovviamente nessun cartello. La direzione è quella e lo prendo e alla fine mi trovo esattamente al sentierino che avevo preso dalla cascina e da qui sono vicina al canale da cui si scende d'inverno e provo a vedere se da li si scende anche d'estate perché la strada è lunga e inizio ad essere stanca.
C'è un sentiero che seguo per un po' e cosi mi viene in mente che l'avevo già provata con un amico, il sentiero tira troppo a sinistra e la cartina del mio GPS non lo segna. Quella volta abbiamo ravanato non poco per ritrovare la strada per cui decido di risalire e tornare indietro (ecco come si fa ad accumulare dislivello :( )
Scendo dalla strada e guardando il panorama intorno mi calmo.
In vista del parcheggio vedo mucche al pascolo. Lego Kyra ma credo che non sarebbe cambiato nulla, è stanca anche lei.
Deviazione al rifugio a parte, è un giro che vi consiglio e se non volete salire al Bregagno, che è davvero lontanuccio, si può sempre andare al Grona, salita facile e appagante.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 993
Quota arrivo massima: m 2.108
Dislivello: m 1.350 circa
Tempo totale: 7 h 18 m compresa di tutto
Km percorsi: 17,9 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Pochi e scarsi ruscelli

venerdì 7 aprile 2017

Cornizzolo – m 1.241 – 7 Aprile 2017


La via più ripida per salire al Cornizzolo.
Ed è passato troppo tempo per raccontare come è andata la gita per cui godetevi i fiori.
I nomi? Ci provo ma non vi prometto nulla.


heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 296
Quota arrivo massima: m 1.245
Dislivello: m 1.035 circa
Tempo totale: 5 h 27 m compresa di tutto
Km percorsi: 9,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No

mercoledì 29 marzo 2017

Levanto – Punta Mesco – Monterosso – 29 Marzo 2017



Minivacanzina - giorno 2

Come abbiamo passato la prima notte lo trovate alla fine delle foto (relazione scritta a mano e scansionata) qui un rapido racconto della gita.
I cartelli partono fuori dal campeggio, spero di essere da sola ma figuriamoci: siamo in Liguria! Un gruppo di francesi mi superano e poi si fermano … poi mi superano e si fermano … alla fine faccio amicizia con la guida che parla benissimo italiano e rallentiamo il gruppo per andare alla mia velocità, fino a che non si stufano e cosi mi tocca salutare la simpatica ragazza. Poi mi affianca un ragazzo di Parma e con lui farò tutta la gita fino a Monterosso.
La salita e discesa la conosco, anche se sono davvero tanti anni che non la faccio più. Il panorama mi lascia sempre senza fiato, lo stesso che trovo a Camogli: mare blu, scogliere, bosco … Liguria, la amo ma solo per una o due gite all'anno.
A Monterosso lascio il mio nuovo amico che deve rientrare in treno mentre io e Kyra scendiamo in spiaggia a mangiare.
Poi riprendiamo la via del ritorno, mi fermo a chiacchierare con una simpaticissima ottuagenaria insegnante in pensione che almeno una volta al mese fa la traversata, poi torna in treno.
E poi, dopo aver toppato il bivio ed essere tornata indietro, prendo un sentiero un po' interno, che non fa nessuno. Ma che bello!
Qui trovo l'unica persona che fa il sentiero che mi racconta del perchè le piante sono cosi “morte” in basso e vive in alto: è una malattia che le fa morire tutte, arrivano ad una certa altezza e poi si ammalano, perdono tutta la resina (pericolosissimo in caso in incendio) e poi muoiono.
Scopro anche un altro modo di arrivare a Monterosso, sarà per il prossimo anno.
La discesa a Levanto mi porta alla torre dell'orologio convincendomi che qui di cose da vedere ce ne sono tantissime.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 0
Quota arrivo massima: m 380
Dislivello: m 880 circa
Tempo totale: 3 h 33 m compresa di tutto
Km percorsi: 15,8 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No

martedì 28 marzo 2017

Minivacanzina giorno 1 - 28 marzo 2017


Partenza, sosta a Recco e Camogli e poi passeggiaa tra Levanto e Bonassola. Il racconto lo trovate nelle ultime due foto.

sabato 11 marzo 2017

Bivacco Riva Girani m 1.850 – 12 Marzo 2017



Voglia di neve, necessità di mettere un po' di dislivello nelle gambe. Lo so, non devo andare nel we ma che ci devo fare? In settimana non sono riuscita.
Mi armo di infinita pazienza e parto. Già al distributore mi rendo conto della massa di gente: è pieno di macchine parcheggiate.
Riesco miracolosamente a parcheggiare alla chiesetta e partiamo. La salita non ci da problemi, faccio l'anello nel bosco dove so già che non troveremo nessuno e poi si sale. Dopo il Pialeral iniziamo a vedere la gente che scende e qualche salitore ci sorpassa. Immancabili chiacchiere con una ragazza molto simpatica e arriviamo il 3 ore secche al bivacco. Bene, ho fatto fatica ma non più di tanto ma il muro del pianto grazie, anche no .. soprattutto a quest'ora con la neve molle non è il caso. Neve molle si perchè il sole picchia di brutto. Giornata meravigliosa ma il sole è quello di maggio :(
Chiacchiere in cima, Kyra fa capire a un cane che non è cosa e io sono seduta più bassa della neve su una panchina e vedo la scena in primo piano: i ringhi e i denti che si sono mostrati in tutto il loro splendore … e il cane che se ne va per altri lidi, tutto torna tranquillo. Il cane, avvisato che non è cosa, non si è più avvicinato.
Decidiamo di scendere anche perchè ho paura una bella scottata (ma cosa fai, scendi con questa bella giornata? Si, preferisco un gelato che la faccia e il collo che mi bruciano domani ;) )
Tutto a posto fino alla strada.
Ri-incontriamo il cane con cui non si sono piaciuti e nella compagnia era presente anche un border collie con il padrone che continuava a chiamarlo (fastidioso come non mai, il padrone). Il border voleva giocare con Kyra mentre l'altro cane si faceva i fatti suoi, visto che già si erano chiariti in cima. Il padrone prima titubante lo lascia poi giocare e qui succede una cosa che ho capito solo dopo, ripensandoci. Gli umani erano un bel po', 4 o5 e ci hanno chiuso a semicerchio, montagna dall'altra parte e i 3 cani in mezzo. E' partito il caos. Io sempre molto tranquilla mi sono spostata e ho invitato gli altri ad andarsene perchè cosi sicuramente i cani li avrebbero seguiti. Cosi è stato ma la Kyra è risaluta il cane cattivo. Io non so chi abbia iniziato ma se avessero avuto la possibilità di andarsene l'avrebbero fatto cosi come è accaduto il cima. In due contro Kyra e la cattiva era la mia.
Incontriamo di nuovo il border collie stavolta con solo in padrone che è occupato a parlare al telefono. Lui vuole ancora giocare, Kyra no. Ma chissà come mai non è successo niente. Hanno proseguito per un po' affiancati poi la telefonata è terminata e cane e padrone sono corsi giù.
Siamo alla macchina, mi sto cambiando le scarpe e Kyra è a un paio di metri dietro la macchina. Vedo due ragazzi con un cagnolino al guinzaglio che arrivano. Lei, che ha il cane, si ferma: è legato? Intendendo il mio cane. No, rispondo io, ma te lo metto in macchina (visto che non avevo voglia di litigare). La tipa era lapalissiano che aveva una paura blu.
“No, sai la mia è buona e la tua?” Le rispondo che è lei che ha paura e che i cani lo sentono, preferisco mettere in macchia Kyra solo che nel frattempo Kyra ha visto il cane e vuole andare a conoscerlo. La tipa accetta ma io non sono tranquilla, l'altro cane è al guinzaglio anche se è un guinzaglio lungo per cui mi avvicino. Sembra che vogliano giocare ma la tipa, non appena vede Kyra che le mette le zampe addosso, alza di peso la sua. Poi Kyra tenta di montarla … apriti cielo … ancora la cagnolina è stata alzata di peso e da qui, ovviamente, sono partite le ringhiate. Prendo Kyra e me la porto in macchina e nel frattempo suggerisco alla ragazza, visto che mi ha detto che vanno da una educatrice e serve anche a lei perchè lei ha paura, di dire alla educatrice quello che è successo e cosa comporta il fatto di prendere e alzare di peso il cane.
“Ehhh ma se non lo alzavo chissà cosa succedeva!”
No comment.
Quello che pago per andare in giro di sabato.
A certa gente dovrebbero vietare di prendere un cane.
Mi sono poi consolata con un mega gelato, aiutata da Kyra ovviamente.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 853
Quota arrivo massima: m 1.859
Dislivello: m 1,030 circa
Tempo totale: 6 h 16 m compresa di tutto
Km percorsi: 10,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: si

mercoledì 1 marzo 2017

Anello al Palanzone m 1.436 – 1 Marzo 2017



E' primavera. Cosi ci insegnano i meteorologici e come per loro per me inizia oggi.
Inoltre la giornata è spettacolare.
Solo che.
Primo: ieri con l'ottico … non ho parole, meno male che è venuto un amico con me. Basti solo dire che lei si è messa ad urlare e non mi ha lasciato parlare. Sono riuscita a farmi restituire i soldini. In 5 giorni non erano ancora riusciti a trovarmi una montatura e quella che abbiamo scelto (su tre modelli … uno peggio dell'altro ma non ce n'era nessun altro che potesse adattarsi alle mie lenti) quell'unica montatura dicevo era difettata. Insomma, dovevo lasciargli li gli occhiali un'altra ora perchè doveva sistemarli bene. Sono entrata da un altro ottico, in mezz'ora (dicasi 30 minuti non di più) sono uscita con una splendida montatura, perfetta, con le stanghette belle morbide altro che le altre di legno e ho pagato di meno.
Ma queste cose a me lasciano il segno e io mi agito. Inoltre il pomeriggio ho avuto di nuovo l'ennesima discussione con i miei agenti immobiliari … io non ne posso più.
E cosi stamattina mi sono svegliata tardi e con un bel mal di testa.
Dopo queste premesse la vedevo dura passare una bella giornata invece mi è venuto in mente questo anello di cui mi aveva parlato un signore e l'ho messo in atto.
Si parte dal Santuario della Madonna di Campoè (commenti nelle foto) e mi aspettavo di salire diretta al Palanzone invece, dopo essermi bagnata i piedi ad un guado dove non era possibile fare altro, mi ritrovo sulla strada che faccio spesso per la cima.
In basso tutto bene ma man mano che sali incontri in sacco di fango e il sentiero è impraticabile, devi arrancare su erba.
In cima non siamo in tanti ma Kyra fa la prima donna riuscendo a farsi allungare qualcosa da mangiare. Non ci fosse stato li il suo boccone da rosicchiare!
Scendendo mi accordo che il vento è veramente gelido e le scarpe basse che ho non sono proprio il massimo e cosi mi ritrovo a scivolare sulla neve dura e ghiacciata. Ok, si mettono i ramponcini.
Finisco la cresta e … a me sembra proprio di ricordare che scendevo dritta, anche dalla cartina sembra cosi ma non è vero. Ad un certo punto ci ritroviamo in un bosco di betulle senza più traccia di sentiero, il GPS conferma e allora si torna. Incontro un signore che è la prima volta che viene qui, controlliamo la cartina e anche lui non sa che fare. Siamo al bivio per cui io aspetto i signori che scendono e ci vuole poco a capire che avevo sbagliato strada e dovevo poggiare a destra. Il signore invece, che deve andare a Pian del Tivano e poi a Nesso prosegue sulla strada che io ho abbandonato … mi piacerebbe sapere se è arrivato o
Con i signori arrivo quasi alla Colma di Sormano e li mi fermo per bere e incontro un gruppo a cui chiedo e si, il sentiero lo posso prendere anche da li. Sentiero? Una splendida carrozzabile ci porta alla strada asfaltata. Un'occhiata al GPS per capire come arrivare alla macchina ed ecco che il mio anello si è completato.
Una sosta da Beppe il gelataio prima di arrivare a casa completa la nostra bella giornata.
E cmq prima o poi mi dovrai spiegare Kyra come diavolo fai ad arrivare alla macchina sempre pulita … io sono tutta infangata!!!


heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 834
Quota arrivo massima: m 1.449
Dislivello: m 850 circa
Tempo totale: 5 h 26 m compresa di tutto
Km percorsi: 14,1 circa

mercoledì 15 febbraio 2017

San Primo m 1.682 – 15 Febbraio 2017


Doveva essere tutta un'altra storia: altro monte, altra zona, altra compagnia. Poi il fato ci ha messo lo zampino ed è cambiato tutto. Mi spiace solo che la gita al San Primo è davvero veloce mentre con una giornata cosi bella era da stare fuori tutto il giorno. Pazienza, ci rifaremo.
Non sono neanche le 8:30 quando partiamo dal parcheggio e fa freddo. Ma non quel freddo da inverno che ti entra nelle ossa, è quel freddo da primavera che ti piace, te lo godi perchè sai che poi arriverà il caldo.
Saliamo in solitudine e all'ombra fino al colle. Kyra corre come una matta e siccome la neve è poca e gelata non si formano i ghiaccioli tra i cuscinetti. Se la sta godendo proprio!
Arrivata al colle arriviamo al sole. Siamo in 4 gatti in giro a quest'ora e mi godo la solitudine.
Mi piace pensare, meditare quando vado in montagna. Il camminare lo provoca … sarà per quello che a volte mi perdo? Non guardo dove vado ^_^
Arriviamo in cima e altro che caldo! C'è un vento freddo e fastidioso che non invoglia a fermarsi e guardando l'ora mi rendo conto che sono solo le 10:30 … che facciamo ora? Mangiare mi sembra un po' presto per cui scendiamo e cerchiamo un posto riparato, voglio stare li a non fare nulla e godermi il sole.
Scendo dalla strada. Pessima decisione. Hanno aperto le gabbie e sale una marea di gente: buon giorno, giorno, ciao … un saluto dietro l'altro e a me scappa la pipì. Sono tutti saliti dalla colma di Sormano e sinceramente mi piacerebbe sapere se hanno pagato il parcheggio.
Cmq il mio posticino lo trovo. Purtroppo ho una raffica di messaggi con l'agenzia che mi dovrebbe vendere la casa che mi stressano non poco (e che l'ho presa a fare l'agenzia, mi chiedo ormai troppo spesso) e mi rovinano un po' la giornata ma poi cerco di fare la foto alle Grigne con Priscilla e Kyra mi salta addosso! Non posso abbassarmi o sdraiarmi che è subito li a fare coccole e giocare … amore mio … non essere gelosa di Priscilla, è un orsacchiotto di peluche!
Finalmente riesco a fare la foto e poi … altro che stare qui stravaccata … io mi annoio … e allora rifaccio lo zaino e riprendiamo la discesa.
Mi incuriosisce un sentiero che ho visto spesso ma non ho mai preso e siccome è pestato lo seguo. Penso che finisca arrivati allo skilift e mi fermo quindi ancora un po'. Quando penso di scendere mi rendo invece conto che continua. E allora continuano pure noi. Ora siamo sulla pista delle bici ma in questa stagione di bici non ce ne sono (salgono con lo skilift per poi scendere come dei matti sui percorsi a loro dedicati) e vedo che continua in discesa. E inizio a pensare che se le bici scendono … forse possiamo scendere pure noi! E allora avanti. Che bel sentiero abbiamo trovato invece del solito noioso percorso! Nel bosco, una bella discesa e Kyra che si diverte un mondo.
Si ricongiunge che siamo quasi alla macchina. Li ho le chiacchiere che mi aspettano … andando avanti cosi non tornerò mai al mio peso forma.
E tra poco arrivano le colombe …

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.122
Quota arrivo massima: m 1.689
Dislivello: m 680 circa
Tempo totale: 4 h 48 m compresa di tutto
Km percorsi: 9,5 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: no

sabato 21 gennaio 2017

Alpe Devero m 1.640 Giro ad anello – 21 Gennaio 2017

Sono indietro di mille gite e man mano che passa il tempo mi sembra che un racconto perda d'importanza. Ovviamente non è vero che perde di importanza, ma per il momento accontentatevi di qualche foto. 

heliSLaLenta & Kyra , Desi e Giuseppe 

I dati secondo Gipsy: 
Quota partenza: m 1.635 
Quota arrivo massima: m 1.884 
Dislivello: m 340 circa 
Tempo totale: 4 h 39 m compresa di tutto 
Km percorsi: 10,5 circa 
Percorso canabile: Si 
Acqua sul percorso: si, parecchie fontane

domenica 15 gennaio 2017

Monte Sodadura m 2.010 Traversata – 15 Gennaio 2017


Neve, neve, NEVE! Sia io che la Kyretta abbiamo voglia di calpestare neve ma da quello che so si deve andare molto lontano e io non ne ho voglia.
Inoltre è domenica. Io non mi muovo di domenica se posso ma questa volta è proprio il contrario: ho bisogno di muovermi proprio oggi. La meteo è perfino favorevole.
Mi alzo a fatica, voglio andare via presto e non importa se per fare questo giro posso alzarmi anche un'ora dopo. Vado a fare colazione al bar, me la merito, soprattutto oggi e poi via.
Il caffè lo bevo al Colle di Balisio dove Kyra (tanto per cambiare) riceve una marea di complimenti (cane aggressivo?) e con molta calma ci avviamo al parcheggio di Moggio. La neve non mi spaventa ma il ghiaccio si. Oltretutto quest'anno non ho nemmeno le gomme da neve. Invece il parcheggio è innevato, di ghiaccio non se ne parla. Kyra, appena scende dalla macchina, inizia a correre e rotolarsi nella neve … del parcheggio … ma non importa, è talmente felice che non le dico nulla.
Non fa particolarmente freddo, non ho guardato la temperatura al parcheggio ma poco sopra era -4.
Cambio scarpe, sistemazione dei bastoncini (e si, oggi si ricominciano ad usare!) e poi via.
Kyra sembra matta. Nonostante le si formino i ghiaccioli tra i cuscinetti e tra il pelo delle zampe e del muso lei adora la neve che, con mia enorme sorpresa, è soffice e asciutta! I ramponcini sono nello zaino e li rimarranno per tutto il giorno.
Incontro una comitiva che era al bar a bere il caffè. Mi supera e penso che non li invidio. Andare via cosi in tanti, io che poi sono lenta e poco allenata, dover sottostare alle leggi del più carismatico … no, ormai sono anni che vado da sola (ancora prima della Kyra), al massimo in due e le comitive non mi piacciono più.
Per essere domenica c'è poca gente, pensavo davvero di più. Però ho sottovalutato il freddo, soprattutto per le mani. Cambio i guanti ma il freddo è pungente. La punta delle dita sembra spezzarsi e ogni tanto cerco di scaldarle ma è dura. Adoro l'inverno!!!
Arrivate alla casona non ho la necessità di fermarmi. Strano. Di solito arrivo qui e devo mangiare ora invece non ho neanche bisogno di bere e si che non sono allenata.
Da qui in poi devo stare attenta perché io voglio fare il sentiero che porta sotto il Cazzaniga e so che non è segnato (ma perché non lo segnano?). Per fortuna vedo le peste e cosi deviamo.
Finalmente arriviamo al primo sole e mi fermo a bere. Le dita delle mani fanno malissimo, cosi imparo a non portare i guanti giusti, ma ferma qualche minuto al sole passa tutto.
E iniziano ad arrivare i cani. Non so quanti ne abbiamo incontrati oggi, tutti rigorosamente slegati. Kyra ha fatto amicizia, ha perfino giocato ed è stata bravissima!
L'ambiente è stupendo, in ogni stagione io amo questo sentiero.
Brutta sorpresa invece quando arrivo davanti al rifugio: i cani stanno fuori, e in effetti fuori ci sono Baloo e DJ che cercano in ogni modo di entrare per stare con i loro padroni. Se arriva qualcuno loro si fiondano alla porta per entrare … non ho parole, non c'era poi cosi tanta gente … che peccato perché il rifugetto è anche carino (Io pensavo fosse del CAI Lecco invece sul sito c'è scritto ANA Lecco).
Ho fatto un pochino di fatica sulla rampa finale ma devo dire che, nonostante tutto, mi sento in forma e allora decido che posso permettermi un Sodadura tristissimo per la poca neve. Vedo inoltre gente sull'altro versante per cui, con mio sommo piacere, scopro che la traversata è fattibile.
Qui la prima vera sosta. Banana e un pezzetto di dolce io, una crosticina di grana per Kyra, 4 chiacchiere con relative coccole e poi partiamo.
In cima ho un attimo di sconforto, le lacrime scorrono ma nessuno se ne accorge. mi ricompongo, non ho voglia di mangiare; Kyra, invece di bere la mia acqua, sgranocchia pezzetti di ghiaccio.
Al rifugio ho notato che la borraccia di Kyra era gelata, è nella tasca esterna dello zaino e nonostante la riponga nello zaino lato schiena non si è ancora sgelato il beccuccio … col piffero che erano solo -4°!
Scendiamo dopo esserci accertate che la roccia è pulita. Mi trovo li con una comitiva di 4 simpatici signori che ci aiutano: l'uomo del gruppo scende per primo, porta i bastoni e poi mi controlla per vedere se ho bisogno di aiuto con Kyra (meraviglioso marito della signora!) Quindi aiuta le altre donne e poi si continua la discesa.
Finalmente un po' di caldo e decido di fermarmi. Non ho nessuno a casa che mi aspetta, Per le 8 zampe basta che rientri per le 18 (ora di cena), la giornata è meravigliosa per cui me la voglio godere. Inoltre, dove la trovi una domenica senza folla ad Artavaggio?
Prima di iniziare la discesa vado al Sassi Castelli, unico rifugio dove i cani possono entrare, e mi mangio una splendida torta di grano saraceno (devo imparare a farla … mmmhhhh no, forse è meglio di no visto cosa è successo quando ho iniziato a fare panettoni e pandori e sono venuti … e buoni!!!)
Qui una cosetta ve la voglio raccontare. Sulla terrazza il cartello dice: cani al guinzaglio. Vabbeh, mettiamo il guinzaglio. Io sono seduta al tavolo e in quello di fronte al mio (gli altri tutti liberi … ) si mette una coppia a vestire i figlioli: un bimbo di 3 anni circa e due di una decina. Continuano ad avvicinarci a Kyra e lei, al guinzaglio, ringhia. Avviso le ragazze per piacere di stare lontane ma la più bella è con il piccolo. Questo si avvicina a Kyra correndo e le mette la mano sulla testa. Il papà li che guarda e non dice nulla. Io tengo ferma Kyra che giustamente ringhia e chiedo al papà di allontanare il bimbo. Niente, lui imperterrito. Quando ho visto la manina nella bocca di Kyra (lo so che non sarebbe successo nulla ma si sa che i bimbi piangono per niente e troppi genitori sono deficienti) ho urlato al padre di portarsi via il figlio visto che non ha la minima idea di come approcciarsi al cane. Questo manco mi rivolge la parola e con tutta la calma del mondo viene a riprendersi il pargolo. Ora, se succedono gli incidenti, non venitemi a dire che il cane è cattivo … non è colpa nemmeno del bimbo ma se i genitori sono, come detto prima, deficienti, non date la colpa al cane, grazie!
Scendiamo incontrando ancora cani e qualche persona e arriviamo alla macchina relativamente presto.
A casa Kyra si infila in cuccia. Ne esce per la pappa e poi rientra di filato acciambellata a dormire.
Ti sei stancata oggi amore?
Ma che dici mamma, stanca io??? Ronfffffffffffff



heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 867
Quota arrivo massima: m 2.032
Dislivello: m 1.217 circa
Tempo totale: 7 h 27 m compresa di tutto
Km percorsi: 12,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: si ma solo alla partenza e arrivati ad Artavaggio

mercoledì 11 gennaio 2017

La Galaverna in Val di Mello – 11 gennaio 2017


Complicato spiegare come è nata questa gita sta di fatto che è l'unica giornata della settimana che abbiamo entrambi a disposizione per cui si va anche se sarà nuvolo.
Il parcheggio in paese non è a pagamento ma per salire in macchina occorre in ogni caso prendere il biglietto a 5 €
Noi decidiamo di salire a piedi, c'è cmq il sentiero. Ambiente da favola, attenti al ghiaccio che è più infido della neve. Altri due escursionisti che, come me, avevano una tenue speranza di trovare un rifugio aperto dove mangiare. Niente da fare ovviamente.
Le foto parlano da sole. Non abbiamo visto né montagne né cascatale di ghiaccio ma ce la siamo goduta un mondo (Kyra compresa che è arrivata alla macchina con la barba blu!) perché
la Val Di Mello … è sempre la Val Di Mello!
Scendendo abbiamo cercato un posticino dove mangiare. Se non ricordo male eravamo a Cataeggio.
Paesino di montagna, ristorante aperto, vuoto. Entro prima io con Kyra e chiedo se si puo' mangiare. La tipa si alza dal divano e mi guarda manco fossi un extraterrestre: mangiare si ... ma i cani di solito non li faccio entrare ma visto che il locale è vuoto faccio una eccezione, sempre con quell'aria da "te lo concedo e ringraziami pure".
Ah si? rispondo io, va bene, grazie ed esco dal locale.
Giuliano non batte un ciglio (altrimenti partiva la litigata e lui lo sapeva). Siamo scesi in fondovalle. Entriamo in un ristorante anche piuttosto affollato, il cameriere ci guarda: siete in tre? L'avrei baciato (la terza era Kyra)
Prima o poi dovrete abituarvi, siamo sempre di più ad andare in giro con i cani!


heliSLaLenta & Kyra con Giuliano

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 928
Quota arrivo massima: m 1.173
Dislivello: m 260 circa
Tempo totale: 3 h 7 m compresa di tutto
Km percorsi: 10 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: si, lungo il torrente e fontane … se non sono gellati